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Il cloud computing rende disponibili all’utilizzatore le risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) “standard”. L’implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l’idea è proprio che l’implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all’utilizzatore. (fonte wikipedia)

Questo è quanto si sa del “cloud computing”. Quello che ancora affligge gli IT Manager è il sapere dove reperire risorse “distribuite” con disponibilità di calcolo garantite, buone capacità di storage, memoria sufficiente ma, soprattutto, un costo contenuto.

426510_210094642449239_213421585_nNella “foresta digitale” di offerte di Hosting Virtuale, servizi Cloud e server dedicati, abbiamo trovato Digital Ocean che, con un costo di 5$ al mese (poco meno di 3,90€) è in grado di offrire una VPS con 512MB di memoria, 1 core di CPU e ben 20GB di spazio disco in tecnologia SSD. Il tutto per un massimo di 1TB di traffico mensile.

I servizi “droplet” (gocciolina) offerti, permettono di avere server in vari ambienti Linux come Fedora Server e Desktop dalla versione 16 alla 17, Ubuntu Server e Desktop dalla versione 10.04 alla 12.10, CentOS dalla versione 5.8 alla 6.3 e infine Debian 6.0, sia a 32 che a 64 bits.

Il pannello di controllo, poi, permette di creare e gestire snapshot per creare punti di ripristino personale, attivare i backups automatici con la possibilità di selezionarne uno qualsiasi per un recupero in caso di disaster recovery.

Interessante è il pannello DNS dove, compreso nel prezzo, è possibile gestire il proprio dominio precedentemente registrato e la sezione “Resize” dove, a macchina spenta, è possibile aumentarne memoria e core CPU.

Il pieno accesso tramite Secure Console SSH con accesso “root”, permette il totale controllo del server, compreso l’aggiornamento del sistema operativo e la piena libertà di personalizzazione di servizi e programmi.

Unico lato negativo è la mancanza di un periodo di prova, cosiddetto “trial”, anche se la prima settimana di utilizzo verrà rimborsata qualora si sia fatto un pagamento per l’attivazione di un “droplet”.

Il consiglio è quello di invitarvi a provare/valutare tale servizio, magari dopo aver comparato le varie offerte presenti nel web, sia di “casa nostra” che fuori confine e di condividere le vostre esperienze.

Buon Cloud!

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